Hacking the Digital through Humanities

Siamo un gruppo di studenti ed ex studenti di Informatica Umanistica all’Università di Pisa, mossi dall’esigenza di abbattere i muri disciplinari che ancora dividono il sapere scientifico da quello umanistico, falsamente rappresentati ai due poli distinti della conoscenza

Crediamo che questo sia possibile proprio a partire dalla reversibilità dei ruoli tra tecnico e umanista, da alcuni guardata con sospetto, ma che rappresenta secondo noi un’occasione immensa sia per le discipline umanistiche di esplorare la loro intrinseca natura tecnica, sia per l’informatica di comprendere come i suoi prodotti e le sue procedure siano irriducibilmente umani.

Tutti noi agiamo in un ambiente mediale che coevolve con le nostre vite, con il nostro immaginario, con la nostra sensibilità e con le nostre relazioni. Nessuna tecnologia è neutrale, ma incorpora sempre la visione del mondo, le idee e le ideologie di chi la progetta.
Ecco che allora la contrapposizione tra sapere tecnico e umanistico mostra la sua inconsistenza: l’informatico che programma in modo inconsapevole non è a nessun titolo un “tecnico” del digitale, perché a ben vedere non padroneggia una parte fondamentale delle tecniche – autoanalisi, senso critico, immaginazione – indispensabili al suo lavoro quanto le regole logiche che gli consentono di validare il suo codice. E allo stesso modo non esiste umanista il cui pensiero non sia in rapporto di interdipendenza (più o meno consapevole) con le tecnologie con cui interagisce.

È arrivato allora il momento di un’alleanza tra saperi da sempre complementari, che da un lato porti in luce le istanze etiche, estetiche e biopolitiche delle tecnologie con cui coabitiamo, dall’altro immagini come progettarle e ri-progettarle criticamente.

Per scrivere insieme una narrazione alternativa, avremo bisogno di voi e della vostra immaginazione.

Seguiteci! Arriveremo presto con una serie di idee e progetti.